domenica 20 agosto 2017

Questo canto selvaggio di Victoria Schwab



Cari lettori,
oggi, dopo una maratona di circa sei ore di "Marvel's The Defenders", sono qui per parlarvi di un libro.. perchè la coerenza è qualcosa di sopravvalutato! Quindi dopo una scorpacciata di telefilm, eccomi a parlare di "Questo canto selvaggio" di Victoria Schwab.


Titolo: Questo canto selvaggio
Titolo Originale: The savage song
Autore: Victoria Schwab
Editore: Giunti
Collana: Waves
Data di Pubblicazione: 14 giugno 2017
Pagine: 392
Prezzo: € 18.00

Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d'ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l'anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un'ingenua...

Voto:


"Questo canto selvaggio" mi è piaciuto molto, prima di tutto perchè l'ho trovato davvero originale. L'idea di partenza della storia, per quello che ho capito io, è che il male che fai genera conseguenze, sempre. Queste conseguenze, in questo mondo, sono i mostri. Ogni atto di violenza genera un tipo diverso di mostro, ma ognuno di loro si nutre di persone in un modo o nell'altro.
I Corsai e Malchai sono nati da omicidi e violenze, mangiano letteralmente gli esseri umani e non hanno aspetto umano. I Sunai invece sono ben altra storia: nati da omicidi di massa, i Sunai si nutrono delle anime degli esseri umani e usano la musica per ammaliarli. 

Questi mostri sono rinchiusi entro il perimetro di Verity City, una città immaginaria creata in un futuro immaginario in quelli che ora sarebbero gli Stati Uniti, e vivono insieme agli esseri umani. La cittadina, da sempre teatro di violenze, è stata prima circondata da militari preoccupati che il fenomeno si diffondesse in altre zone che hanno quindi isolato l'area, poi si è "spaccata" in due diverse fazioni. Da una parte abbiamo un criminale, Harker, che controlla i mostri e li usa per accumulare ricchezze; dall'altra Flynn deciso a sterminarli.
Questa ambientazione a metà tra l'urban-fantasy e il distopico risulta nello svolgersi della storia, molto importante. 
Da una parte ci viene mostrata, infatti, una società distrutta, ma che combatte con tutte le sue forze per difendere dei valori. E' una società senza finzioni, in cui leggendo vedi ciò che è, ciò che i mostri hanno causato. Dall'altra abbiamo una città dall'apparente normalità, in cui avverti il divario tra come sono realmente le cose e come sembrano. 

E' in questo teatro distorto che si sviluppa la maggior parte della storia del libro, che vede Kate Harker e August Flynn, su Sunai, combattere insieme per salvarsi la vita ed è quando i protagonisti finiscono in questa situazione che appare chiaro quanto questa finzione sia fragile.

Mi è piaciuto molto questo libro per le idee originali, per i personaggi complessi (anche se a volte un po' banali), per il ritmo serrato e i continui colpi di scena. Manca totalmente di una componente romantica, che sinceramente mi aspettavo spuntasse almeno un po' da qualche parte, ma è ricco di azione.

L'unica cosa per la quale mi sento di obiettare è l'esistenza di un seguito. Ci sono libri in cui pensi che dovrebbe succedere altro e libri in cui pensi che la storia sia già stata raccontata: questo libro appartiene alla seconda categoria. Sebbene riesca a capire abbastanza la direzione che potrebbero prendere gli eventi, non sento un effettivo bisogno di un altro libro che li racconti. Secondo me può dirsi concluso così com'è.


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