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venerdì 15 novembre 2013

Rimpianti

Buongiorno a tutti!
Quando stamattina mi sono svegliata e ho visto che aveva smesso di piovere ho fatto un salto di gioia. Odio girare con la pioggia. Ovviamente il mio stato di semi-zombi dovuto a mancanza di sono ha fatto si che il mio salto fosse solo mentale, il mio corpo ciondolava tra la camera e il bagno.
In questi giorni mi sono messa a guardare gli episodi della prima stagione di Being Erica e nel primo episodio
Erica fa un elenco dei suoi rimpianti più grandi, si siede e butta giù un elenco di tipo tre pagine. La cosa assurda è che scrive giusto una frase, quindi quanto cavolo era lungo quell'elenco?! Guardando l'episodio ho inevitabilmente iniziato a pensare ai miei di rimpianti, a cosa avrei scritto nel blocco appunti del dottor Tom se seduta su quella sedia ci fossi stata io.
Provate per un attimo ad immaginarvi: siete seduti su una comoda poltrona imbottita e avete in mano una penna e un blocchetto a quadretti bianco. Che cosa rimpiangete? Cosa avrete voluto fare e non avete fatto? Quali scelte avreste potuto prendere e non avete preso? Qual'era la strada che secondo voi sarebbe stata la migliore da prendere ora che ne avete imboccata un'altra?
Mi sono posta un pò tutte queste domande e non ho ben saputo che dire. Anche pensandoci devo ammettere che essenzialmente non ho grandi rimpianti, infatti mi sono solo venute in mente una quantità di cose un pò superficiali come: avrei studiato di più per un esame o avrei reagito in modo diverso a una situazione...
Non so se sia perchè cerco sempre di considerare anche le cose più negative come una sorta di esperienza aggiuntiva che si va a incastrate con gli altri pezzi nel bagaglio che ti porti dietro. Così anche quando succede qualcosa di spiacevole e sul momento ci sto male, ma male veramente, e ci rimugino ossessivamente, poi mi dico che è comunque un'esperienza fatta, è comunque una ricchezza aggiunta. Certo, prima di pensarla così devo riuscire a digerire la cosa, ma una volta che questo è fatto non riesco più a vedere quello che è successo in una luce così negativa da rimpiangerlo...
Forse si hanno rimpianti solo se si è scontenti del luogo in cui si è arrivati e io, almeno per ora, non riesco ad esserlo. Penso a dove sono ora, quello che sto vivendo, le persone che ho conosciuto e a cui mi sono legata, non riesco ad avere veri e propri rimpianti.
Ho più che altro speranze che le cose vadano bene in futuro

lunedì 28 ottobre 2013

Le mele sono buone

Nel libro "La principessa che credeva nelle favole - Come liberarsi del principe azzurro" c'è un'analogia in cui, con un certo imbarazzo, mi sono ritrovata molto.

La principessa, intrapreso il viaggio per cercare la verità arriva nel paese delle illusioni (o nel campeggio o quel che è) trova conigli che non saltano perchè convinti che gli altri lo sappiano fare meglio di loro, uccellini che non cantano perchè il canto dei loro simili gli sembra più intonato, tartarughe scontente di avere un guscio e un melo che in mezzo ai peri si rifiuta di fare i frutti perchè i suoi sono diversi. 
Nella descrizione di queste insicurezze, di queste incertezze, mi ci sono ritrovata tantissimo. L'essere diversi da quelli che ti circondano, l'aver paura di non riuscire a "saltare abbastanza in alto" come fanno gli altri, penso in un certo senso abbia fatto parte di tutta la mia vita. Così niente mele, se tutti intorno sono peri, le mele sono così diverse che davvero non possono che essere considerate "sbagliate".

Ma un melo può fare solo mele e in questo non c'è niente di sbagliato, considerare la cosa uno sbaglio e tentare di essere un pero è solo una sofferenza inutile. Perciò meli di tutto il mondo, insorgete! Non importa quanti peri o banani o cocchi vi circondano. Indubbiamente c'è a chi le vostre mele non piaceranno, ma ci saranno altri che le ameranno pazzamente! Questo perchè le mele sono buone e non devono essere pere per esserlo. Siate orgogliosi dei vostri bellissimi fiori e ancor di più dei vostri buonissimi frutti. Siate meli insomma, e siate orgogliosi di esserlo! E ricordate che, come dice il mago del paese di ciò che è, quando permetti ai giudizi degli altri di essere più importati dei tuoi finisci per cedere loro il tuo potere. 
Il problema di tutto questo però non è capirlo razionalmente, ma sentirlo. Viverlo. Non basta pensare "sono felice di essere un melo", devi esserlo davvero. Un modo è fingere finchè non diventa vero. Sorridi, sii fiero dei tuoi bei frutti che siano essi rossi, gialli o verdi. Non aver paura di intonare un cando o di fare un salto, non importa se non arrivi in alto, pensa a cosa provi quando spicchi il salto, alla sensazione di essere in aria, il resto è un inutile zavorra che ti fa solo stare male. E se anche cantando prendi tante stecche, finchè quel canto ti fa sentire bene intonalo: il mondo non crollerà solo perchè non è perfetto.