venerdì 2 maggio 2014

Allegiant di Veronica Roth


<<Io appartengo alle persone a cui voglio bene e loro appartengono a me.
Loro, e l'amore e la lealtà che provo verso di loro definiscono la mia identità
più di quanto potrebbe farlo qualunque termine o gruppo>>

Eccoci arrivati all'ultimo libro, che ho finito da poco di leggere. Avverto tutti che quello che scrivo non potrà essere particolarmente oggettivo e che non sono riuscita ad essere troppo razionale, avendo ancora il cuore a pezzi.

Titolo originale: Allegiant
Titolo italiano: Allegiant
Autore: Veronica Roth
Editore: De Agostini
Data di Pubblicazione: 2014
Pagine: 531
Prezzo: €14.90
Trama:  La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato.
Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

Giudizio:

La mia opinione: Il libro inizia con una situazione che fa abbastanza schifo: c'è una nuova dittatura, capeggiata da Evelyn e osteggiata dagli Alleanti, capeggiati a loro volta dall'ex capo dei Pacifici, Johanna. Grazie al loro aiuto Tris e Quattro, insieme ad alcuni amici, riescono la lasciare la città e finiscono al Dipartimento che si occupa del danno genetico, dove gli rivelano una verità a dir poco raccapricciante: tutti loro fanno parte di un esperimento, ogni singolo avvenimento della loro vita a Chicago, questa è la città dove vivono, è stato monitorato e osservato da diversi scienziati. Tutti loro in pratica non sono altro che delle cavie da laboratorio. Dopo questa scoperta non ho più avuto dubbi: Veronica Roth è una sadica, geniale un po' come Gideon, ma sempre sadica.
Comunque superato lo sconcerto iniziale ho iniziato a percepire una sorta di pesantezza della storia, di cupezza, che pervadeva le pagine. Una delle cose che ho meno sopportato nel libro è la relazione tra Tris e Quattro: non fanno in tempo a fare pace che litigano di nuovo, ancora e ancora, la loro relazione è un litigio continuo che si alterna a brevissimi periodo di pace e dopo Insurgent ne ho seriamente abbastanza. Qui la cosa è ancora più marcata, tanto che avrei consigliato a quei due di andare ad un terapista di coppia.
Una cosa che non ho molto capito è l'ossessione crescente che ha Tris per la madre, che si scopre essere una ricercatrice di quel centro infiltrata tra le fazioni. 
Comunque i due fanno finalmente pace e sembra che questa volta la situazione possa durare, ma è solo un impressione perché, nel tentativo di attivare il siero della memoria e far cambiare visione del mondo all'intero personale del centro di ricerca, Tris muore. 
E qui io sono rimasta sconvolta perché non l'ho capita questa cosa, per niente. 
Posso capire che possa essere morta, ne ha passate di tutte, perciò se le avessero sparato le guardie, se il fratello l'avesse tradita di nuovo, se il gas avesse avuto effetto, l'avrei capito. Avrei anche potuto arrivare a capire un suicidio: voglio dire, ne ha passate veramente di tutte, ha visto morire i suoi genitori, ha sparato al suo migliore amico, è stata torturata con la complicità di suo fratello. Ma fatta fuori dal capo ricercatore che è su una sedia a rotelle e che non sa sparare, no. No e basta. Poi fosse servita a qualcosa, tipo che dopo la morte lei sarebbe diventata una fonte d'ispirazione o ricordata per quello che aveva fatto, dando una spinta al cambiamento, l'avrei anche capito. Ma non è così. Tris rimane indelebile nel cuore di chi l'ha amata e fine, nonostante abbia salvato il culo a tutti non sembra che questo abbia avuto una qualche rilevanza. O meglio sono tutti vivi, ma lei non viene particolarmente ricordata. 
Per la protagonista, in questo libro, vale proprio la frase "La vita è uno schifo, e poi muori". 
E Tobias, ho pianto come una bambina negli ultimi capitoli in cui parlava Tobias. Povero cristo. Ho pianto più per come stava lui che perché lei è morta. Lui è devastato, nella sua vita se avrà avuto cinque attimi di felicità sono stati tanti e quattro su cinque li ha avuto con Tris. Ci credo che voleva prendere il siero della memoria! Viene fermato prontamente da Christina che lo incita a non diventare il tipo di persona che Tris non avrebbe amato. Tobias finisce per incarnare il detto "La vita è riassumibile in tre parole: si va avanti", perché in qualche modo sopravvive alla morte di Tris e a tutte le atrocità che ha vissuto, ma con non poche difficoltà.
Sinceramente non riesco ad apprezzare in pieno questo libro, semplicemente non ci riesco e non solo per la mancanza di un lieto fine, ma perché tre libri sono serviti per portare all'insensata morte dalla protagonista e almeno in una serie mi aspetto che la morte della protagonista, se proprio deve esserci, abbia un senso.
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