martedì 29 aprile 2014

Divergent di Veronica Roth


<<Credo negli atti di coraggio ordinario, 
nel coraggio che spinge una persona a ergersi in difesa di un’altra.>>

Quanto ho aspettato per leggere questo libro? Tanto e non abbastanza.
Prima di spiegare la mia affermazione vorrei fare una piccola, brevissima, scheda del libro.

Titolo originale: Divergent
Titolo italiano: Divergent
Autore: Veronica Roth
Editore: De Agostini
Data di Pubblicazione: 2012
Pagine: 480
Prezzo: €14.90
Trama:  Dopo la firma della Grande Pace, la città (di cui ignoriamo momentaneamente il nome) è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza...

Giudizio:

La mia opinione: Prima di tutto vorrei dire una cosa, sperando che nessuno mi prenda troppo per pazza: io il mondo che presenta Tris non lo definirei proprio distopico. Voglio dire: penso che sarebbe bello essere ristretti in un’unica categoria senza poter essere, fare o pensare qualcos'altro oltre a quello che viene imposto? No! Però faccio notare che ogni persona che fa parte di una fazione ha un lavoro, una casa, la capacità di prendersi cura di se e di proseguire i suoi specifici interessi, è brutto che non possono variare, quello si, ma per il resto, esclusi a parte, sono messi meglio di tante persone al giorno d'oggi. Sinceramente, a parte l'essere un po’ irritante, la situazione mi sembrava abbastanza buona, almeno prima che iniziasse il massacro.
I continui riferimenti ad Hunger Games che avevo trovato nelle recensioni poi proprio non li ho capiti, le similitudini che ho visto sono due: il mondo è un mondo vagamente contorto e la protagonista diventa una specie di guerriera. Fine delle similitudini. Qui non ci sono ragazzi mandati al macello per il divertimento di qualcuno, al massimo c'è l'iniziazione dagli Intrepidi che è particolarmente dura, ma faccio notare che la fazione viene scelta, se uno non vuole combattere la evita, se vuole essere certo di entrare va tra gli abneganti e vive felice e tranquillo. Lì l'iniziazione sono trenta giorni di volontariato, e che sarà mai! Certo, poi diventi monocolore e forse forse la loro filosofia è un po’ eccessivamente passiva e buonista, ma passare la vita a fare del bene agli altri non è una brutta cosa. Forse da quel modo di vivere finisci per sentirti soffocato se non lo condividi, come la protagonista, ma dubito che qualcuno entri in casa tua per vedere la tua collezione di fumetti e quindi fai tranquillamente l'abnegante di fuori e l'otaku di dentro! XD
Oppure datti alla cucina e prepara un mucchio di dolci, poi dovrai regalarli, ma se ci pensi è meglio così, mantieni la linea! XD
Lasciando perdere le battute e passando alla storia, devo dire che mi è piaciuta molto: è interessante, coinvolgente e ricca di azione. Narrata dal punto di vista della protagonista, la storia mostra il mondo degli intrepidi e degli abneganti e il prezzo delle scelte. Cosa ho apprezzato di più? I personaggi, indubbiamente. Gli intrepidi sono folli! Folli e liberi, sanno di aria e vento, più che di fuoco, come se non potessero essere contenuti. Bellissimo anche il fatto che alla fine Tris capisca quanto coraggio ci vuole a essere abnegati e a votare se stessi agli altri. Ho apprezzato molto questa protagonista, la sua fragilità e la sua forza, perché te li rende ben chiari e non vedi mai nei suoi comportamenti arroganza o superficialità. Ho apprezzato molto anche il co-protagonista maschile: Quattro o Tobias che dir si voglia, mi è sembrato un perfetto allenatore e un ragazzo in gamba, almeno in questo libro (degli altri due parlerò poi) ed è uno dei pochi intrepidi decenti. Anche Uriah è grandioso e l'ho adorato sul serio.
Per il resto, non so bene come ma la maggior parte degli intrepidi faceva sembrare la fazione più che composta da intrepidi, composta da sociopatici. Primo tra tutti Eric a cui, mano sul cuore, in molti hanno augurato la morte. Poi c'era Peter... ho sperato che qualcuno lo buttasse nel burrone, ma nessuno lo ha fatto.
Ho apprezzato molto anche lo stile di scrittura, molto semplice e scorrevole, piacevole da leggere.
Insomma, il libro, questo primo libro, è godibile e molto carino, non dà grande spazio all'amore, questo no, ma per il resto ha tutti gli elementi giusti. Come mai solo quattro stelle allora? Beh, perché sono una romantica e perché per quanto apprezzi Tris la trovo troppo forzatamente asociale e alcune uscite poteva proprio risparmiarsele. Il libro comunque lo consiglio, sentitamente.

Il film
Quando inizialmente ho scritto che non ho aspettato abbastanza a leggere questo libro mi riferivo proprio al film. Nonostante la somiglianza con il libro, gli scarsissimi tagli e la recitazione più che buona non sono riuscita ad amarlo più di tanto. Mi succede con tutti i film: se amo il libro, non posso amare il film, è più forte di me. Non è un pregiudizio, è così e basta. Se guardo prima il film, come con Hunger Games, poi il libro lo amo, ma il contrario è una catastrofe. Quindi per amare il film, mi leggo il libro dopo. In questo caso non ho resistito e l'ho letto prima! >_<
E non il mese o l'anno prima che uscisse, ma l'ho iniziato tipo una settimana dopo che è arrivato in Italia... mi sono detta: al diavolo! Il film potrebbe piacermi comunque!
Beh, l'importante è crederci, no?
Parlando in modo oggettivo il film è davvero carino. I tagli sono stati pochi e i cambiamenti non particolarmente significativi, anche se a onor del vero Jeanine nel film interagisce molto di più con Tris e in modo più significativo e positivo che nel libro. Per il resto i cambiamenti sono minimi. A pesare positivamente sulla bilancia sono anche le scenografie e un bravissimo direttore della fotografia.

Da parte mia ho trovato molto interessante ritrovare Shailene Woodley, protagonista della serie tv "La vita segreta di una teenager americana", nei panni di Beatrice. Era credibile e la sua recitazione era ottima, non mi ha mia ricordato, neppure per un momento, il personaggio che ha interpretato per 5 anni.



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