domenica 29 giugno 2014

Kamigami no Asobi: impressioni a serie finita


Ne avevo già parlato, non molto tempo fa, dell'uscita di questo "bellissimo" anime. Dico bellissimo tra virgolette perché dopo essermi guardata dodici episodi ho trovato la trama abbastanza superficiale (che ci volete fare? E' un otome infondo) perché non troppo sviluppata. Questo è inevitabile se pensiamo alla quantità di personaggi maschili: sono otto, senza contare Thoth e Anubis, il cui spazio nella storia era minimo, anche perchè Thoth non era un alunno, ma un professore.

A questo proposito vorrei parlare un attimo di Anubis. il personaggio è apparso per la prima volta nel quinto, forse nel sesto episodio, verso la fine dello stesso. Appare in un giardino dell'accademia, senza avere relazioni con nessuno e senza praticamente fare niente, Anubis continua a starsene sullo sfondo della storia. Nell'anime non parla mai, tanto che non sai se sa farlo o meno, fino a che,  ad un certo punto, mentre è con Thoth hai la conferma che non parla e che sia praticamente un gatto con l'aspetto di una persona (quanto meno questo è quello che mi è sembrato).
Bellissimo disegno, certo, ma a che cavolo serviva questo personaggio? Forse nella storia dell'otome era tipo un personaggio che potevi sbloccare facendo un tot di cose, ma qui, nell'anime, è praticamente inutile, se non proprio superfluo. Carino da vedere certo, ma il suo inserimento a parer mio non ha senso.

Ma torniamo alla storia generale: la protagonista deve teoricamente avvicinarsi a tutti quanti i personaggi, quindi dopo i primi due episodi di introduzione, i successivi sette riguardano i personaggi. A questa regola fanno eccezione un paio di personaggi oltre ad Anubis, con i quali la protagonista fin da subito interagisce in qualche modo, ma che non hanno avuto episodi definiamoli "dedicati". Questi personaggi sono: Thoth, Dioniso e Thor. Di Thoth ho già parlato un po', ma ora parliamo un attimo anche degli altri due.
Dioniso è praticamente presente in ogni episodio, ma fa praticamente da tappezzeria: c'è quando ci sono tutti o quando le vicende riguardano Hades o Apollo, stop.
Per Thor la faccenda è più complicata: anche lui è presente in tutti gli episodi, dove più, dove meno; ma la sua importanza (o il suo ruolo), si rivela solo alla luce degli episodi riguardanti Loki e Baldor.

Tutti gli episodi di Kamigami no Asobi sono carini a modo loro, e anche disegnati meravigliosamente. Tutta via di questi i più carini, a parer mio, sono quelli che mostrano il rapporto tra le divinità nordiche, in particolare tra Baldor e Loki. I due infatti sono profondamente legati l'uno all'altro, con Thor che sembra avere più che altro un ruolo di sfondo nella loro relazione, come quella di un protettore/osservatore, questo però niente toglie alla forza del legame che c'è tra i tre e che si intuisce chiaramente.
Loki è incredibilmente protettivo e quasi possessivo con Baldor, tanto che un episodio si conclude con Loki che dice a Baldor "Guarda solo me! Tu appartieni a me!". Uno sviluppo che mi è sembrato un tantino shonen ai e molto strano in un anime tratto da un gioco otome. Comunque tra due sembra esserci un legame davvero molto forte, sebbene siano solo amici.

Quegli episodi fanno da preludio a quella che sarà una battaglia finale, su cui non voglio specificare niente, per chi vuole guardarselo. Dirò questo però: i personaggi sono ancor più fighi quando i sigilli si spezzano e loro assumono la loro forma di divinità. Una cosa però sul finale ve la dico, ed è quello che non sopporto degli anime collegati agli otome. Per tutto il tempo ti chiedi "di chi faranno innamorare la protagonista?", la risposta in questi anime è nessuno.

Negli otome di solito, all'inizio della storia, proprio dopo l'introduzione, ti scegli il personaggio che poi tenti di far innamorare. A seconda delle opzioni che ti si presentano volta volta può capitarti un bel finale, uno meno bello e a volte uno proprio orribile (si, parlo per esperienza personale, poi farò un post anche sugli otome).
Nell'anime (non solo in questo, ma all'incirca in tutti gli anime tratti da otome che ho visto, che però ammetto che ammontano alla modica cifra di tre incluso questo), forse per non scontentare nessun fan del videogioco, la protagonista non si lega a nessun personaggio in particolare, cosa che quando arrivi alla fine della serie ti irrita non poco, o almeno a me irrita. E anche vero che il personaggio che avrei scelto io probabilmente avrebbe portato la protagonista a fare una brutta fine (i brutti ricordi si affollano nella mia mente).
Ciò detto la serie è molto carina, disegnata in modo eccezionale e piacevole, sebbene confesso di non averla trovata troppo coinvolgente. Le vicende finali però sono state assolutamente inaspettate. 
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