martedì 2 settembre 2014

Gekkan Shojo Nozaki-kun di Izumi Tsubaki


Premetto subito che mi sentirete parlare dell'anime, perché ho visto solo quello e non mi sono messa a cercare il manga. Tuttavia, sebbene non abbia cercato in giro informazioni,  mi è apparso quando mi sono messa a cercare le immagini. Quello che so sul maga di Gekkan Shojo Nozaki-kun sono proprio solo queste tre, quattro cose: 
  1. Il manga è in pubblicazione dal 2011. 
  2. E' composto da 6 takobon, ma è tutt'ora in corso.
  3. Izumi Tsubaki sembra non conoscere il significato di "storia breve", infatti gli altri suoi manga sono composti da 9 (Oyayubi kara Romance) e 18 (Ore-sama Teacher) volumi.
  4. Il tratto dell'autrice mi piace moltissimo (questione di gusti personali ovviamente) ed è molto pulito, nonostante a volte le tavole sembrino ancora troppo piene.

Ciò detto tornerei all'anime, che è quello che visto che non ho letto il manga, è l'unica cosa che conosco.

Gekkan Shojo Nozaki-kun è un anime i cui sub stanno uscendo adesso, l'anime è probabilmente ancora in corso e per ora conta otto puntate, una più divertente dell'altra! La storia è quella di Sakura Chiyo, una ragazza bassa e molto carina, che decide di confessarsi al ragazzo che le piace: Umetaro Nozaki. Il problema? La ragazza esordisce la sua confessione dicendogli di essere una sua grande fan, non sapendo che Nozaki-kun, nascosto dietro lo pseudonimo di Sakiko Yumeno, è l'autore di un manga shojo molto popolare.
Il ragazzo ascoltata la confessione di Chiyo, pensando che ciò che gli ha detto sia riferito alla sua professione, le dà un autografo (e io qui ero piegata in due che mi spanciavo dalle risate). La ragazza, un po' sorpresa accetta l'autografo e ci riprova, dicendo a Nozaki che vuole stare sempre con lui, per tutto risposta si ritrova a casa sua ad aiutarlo a colorare delle tavole per il manga (qui chiedevo una bombola di ossigeno). Ma non temete, mentre la ragazza fa i "Beta", così si chiamano le tavole in cui si deve colorare di nero le parti appositamente indicate da una scritta, non rinuncia a coronare il suo amore. Infatti alla fine del primo episodio la vedremo in uno sforzo immane... chiedere l'ennesimo autografo a Nozaki-kun! 

L'anime è, inutile dirlo dopo la descrizione del primo episodio, divertente da morire. In particolare lasciano stupiti i personaggi: assurdi fino all'inverosimile, eccentrici e sorprendentemente incredibilmente accattivanti. A partire dall'amica di Sakura, la Lorelai del club di canto, per finire con gli altri assistenti di Nozaki. Personaggi assurdi e divertenti colorano gli episodi di una storia ancora più assurda e divertente, che sembra promettere se non emozioni e romanticismo, risate a non finire! Riuscirà la nostra Sakura a realizzare il suo sogno d'amore? Chi vivrà vedrà, nel frattempo consiglio di cogliere l'occasione per farsi delle belle risate!

lunedì 1 settembre 2014

Telefilm in uscita a settembre: serate piene!

Dunque stavo pensando che potrei iniziare a comprare delle flebo di caffeina. Esistono secondo voi?
A settembre, come sempre, ricominciano moltissime serie, che si aggiungeranno a quelle che sto già seguendo, a quelle che devo finire di vedere e a quelle che ho iniziato a guardare questa estate, ma che sono già a tipo la sesta stagione (sto parlando di Covert Affairs e della seconda serie di Hemlock Grove).
Ma diamo un'occhiatina al calendario:

11 Settembre:
  • Haven
21 Settembre:
  • The Good Wife
22 Settembre:
  • Big bang Theory
  • Gotham (nuova serie)
  • Forever (nuova serie)
  • Sleepy Hollow
  • The Blacklist

23 Settembre:
  • Person of Interest
  • Faking it
25 Settembre:
  • Grey's Anatomy
28 Settembre:
  • Once upon a time
  • Revenge
29 Settembre:
  • Castle
  • Mom
Quindi facendo due conti, quante ore mi avanzeranno per dormire dopo settembre?



domenica 31 agosto 2014

Il richiamo dell'ombra di Kresley Cole




<<Aveva così tante domande su di lei, così tante cose da scoprire. 
Si sentiva come se avesse letto la prima pagina del libro più appassionante mai aperto 
e poi lo avesse richiuso improvvisamente.>>

Primo libro della serie sui Daci, Il richiamo dell'ombra è finito nelle mie mani parecchio tempo fa, ma il tempo materiale per leggerlo mancava. In questa vacanza, in un giorno e mezzo l'ho finito di leggere. Stare sulla sdraio con questo libro era uno spettacolo: volevo entrare in acqua, sguazzare al fresco, ma allo stesso tempo dovevo, ne avevo bisogno, scoprire cosa succedeva dopo, non potevo lasciare il libro! 
Ora mi chiedo cosa abbiano pensato gli spettatori di questa mia lotta interiore...

Titolo: Il richiamo dell'ombra
Titolo originale: Shadow's Claim
Autore: Kresley Cole
Editore: Leggereditore
Data di Pubblicazione: Aprile 2014
Pagine: 475
Prezzo: € 14.00
Trama: Trehan Daciano, conosciuto come il Principe delle Ombre, ha trascorso la vita a servire il suo popolo, eliminando nel silenzio della notte ogni minaccia che potesse colpirlo. Vampiro della stirpe segreta dei Daci, il freddo assassino non ha mai desiderato nulla per sé stesso, fino a quando non ha incontrato Bettina. La sua mano sarà il premio di un torneo in cui i suoi corteggiatori si sfideranno in cruenti duelli. Ma anche se Trehan dovesse uscirne vincitore e reclamare il corpo di Bettina, questo non basterebbe. La vera battaglia per il suo cuore deve ancora cominciare, e scatenare i suoi desideri più selvaggi potrebbe spaventare la giovane sposa. Oppure portarla al colmo della passione...
Voto: 

La mia opinione: Mentre leggevo questo libro avevo tre pensieri ricorrenti:
1.La Cole è un genio
2.Sono completamente innamorata di Trehan, ti prego destino fammi incontrare uno come lui
3.Aria, ho bisogno di aria, smettila di farmi ridere così tanto, non respiro!
La Cole come al solito è unica, ha delle trovate talmente geniali che ti chiedi da dove le escono. Vogliamo parlare di Salem? Quanto ho adorato il silfo in un a scala da uno a dieci? Direi quindici! Ma come fa tirarle fuori, sul serio, come? E' un personaggio semplicemente geniale!
La protagonista, Bettina, non mi è piaciuta più di tanto. La Cole mi ha sorpreso con lei: di solito tira fuori personaggi femminili molto decisi e aggressivi, molto combattivi. Invece questa volta la protagonista era una ragazza che a me sembrava più che normale, quasi umana, nonostante fosse un incrocio tra un demone e una maga... Ad esempio, durante il torneo, a una delle sfide, Trehan le offre come regalo le teste degli uomini che l'avevano torturata e lei per poco quando le vede non sviene. Se la si vede da un punto di vista di un essere umano è comprensibile, ma come creatura del Lore, anche in considerazione di qual'era stato il comportamento delle protagoniste precedenti, non lo è affatto. Non ho potuto fare a meno, mentre la Cole descriveva nausea a stento trattenuta e possibili svenimenti, pensare a come avrebbe reagito Regin, o Mariketa, o Sabine... nessuna di loro avrebbe reagito in quel modo. Insomma, la protagonista a questo giro è fragile... fragile, giovane e confusa...umana, molto più delle precedenti, senza tuttavia essere un essere umano, e confesso che un po' mi sono sentita delusa.
Il protagonista maschile invece è... un tipo tutto d'un pezzo! Se si è letto Lothare si sa già qualcosa di lui, ma poco. Questo libro si intreccia con quello, tanto che durante il torneo Trehan ha dovuto intervenire per aiutare l'Antico Nemico più volte. In fondo a questo libro lo ritroviamo come sovrano dei Daci, che dà un consiglio spassionato a Trehan, lo stesso che Nix aveva dato a lui. Lo adoro! Nello stesso momento in cui è apparso i miei occhi sono diventati a forma di cuore!
La storia è, come sempre, molto divertente. La Cole è la Cole dopotutto e sa mantenere qualche slancio originale, anche tra i mille già visto e già sentito. Lieto fine d'obbligo, che però mi è sembrato un pochino sbrigativo.

domenica 24 agosto 2014

Book Jar: una nuova moda tra i lettori?


Poco tempo fa, in un gruppo di lettori su facebook, una ragazza postò una foto di un barattolo con dentro un mucchio di foglietti colorati, dicendo che era la sua book jar. In quel momento non avevo idea di cosa fosse,  fortunatamente la suddetta ragazza scrisse una spiegazione: una book jar, per chi come me non lo sapesse, è un barattolo con dentro dei foglietti con il titolo dei libri da leggere. L'idea, carina e semplice, è che una volta finito il libro che stai leggendo tu peschi lì prossimo titolo. Per chi tende ad accumulare molti libri ed è sempre indecisa su quale leggere dopo, questa idea risulta anche molto utile. 

La suddetta ragazza però non fu l'unica a postare la foto, e tutte le book jar che misero erano carinissime! Sempre più incuriosita, mi sono messa a cercare foto in internet delle book jar e ho trovato un po' di tutto! Non ci sono sono barattoli, a volte anche deliziosamente rifiniti a mano, con adesivi e colori, ma anche sono tazzine che traboccano di foglietti, palle di vetro in stile acquario per i pesci rossi piene zeppe di titoli scritti su post-it colorati, bicchieri della Nutella utilizzati come contenitori ecc... ecc...

Volendo è anche un idea che aiuta a prendere consapevolezza: bisogna comunque farsi un elenco di libri e poi trascriverli sui foglietti da mettere nel contenitore. Avere un riscontro visivo simile... dopo non puoi più dire: "beh, non sono poi così tanti!". Anche per questo non la vedo come un idea adatta a me. Vedere i foglietti bianchi o colorati riempire il contenitore... beh, all'inizio penso lo troverei anche carino, ma già mi immagino che li fisso, quei pezzi di carta, che si accumulano come neve dentro il recipiente di vetro, quindi trasparente... a me prenderebbe male! Anche perchè ne ho un infinità da leggere. Magari a chi ne ha pochi, un numero che rientra nei 50 o inferiore, potrebbe non succedere. Poi, io, comunque le letture le scelgo in base all'umore del momento, quindi forse questa idea per me non funzionerebbe molto....

Come idea comunque resta carina, ed è anche un modo semplice e divertente per rimettere in moto la propria creatività :)

lunedì 18 agosto 2014

Raziel di Kristina Douglas, alias Anne Stuart


Adoro la Stuart, quindi quando è uscito Raziel, che questa autrice ha scritto con lo pseudonimo di Kristina Douglas, non ho potuto rinunciare a comprarlo! Mi ero imposta di non prendere libri per un po', ma alla fine mi sono arresa e l'ho preso... Un'altro numero si è aggiunto al già infinito elenco di libri da leggere. L'unica nota positiva è che questo l'ho letto in fretta.

Autrice di romance storici, Anne Stuart esordisce nel ramo paranormal (almeno in Italia) con la serie "Fallen Angel" (cioè Angeli Caduti), di cui Raziel rappresenta il primo capitolo. Già in passato l'autrice aveva sperimentato nei suoi libri aggiungendo un tocco di fantasy (di quelli che ho letto mi viene in mente "Principe di spade", in cui la protagonista è in grado di leggere le carte e vedere il futuro), tuttavia questo è il suo primo vero e proprio paranormal arrivato in Italia.

Titolo: Raziel
Autore: Kristina Douglas, alias Anne Stuart
Editore: Harlequin Mondadori
Data di Pubblicazione: Maggio 2014
Pagine: 312
Prezzo: € 6.50
Trama: A Raziel è uno degli angeli caduti che dimora insieme ai suoi simili a Sheol, un luogo avvolto da nebbie protettive e circondato dai boschi e dal mare. Un giorno gli viene dato dall'angelo Uriel, che controlla i cieli, il compito di scortare un'anima nell'aldilà. Quando però incontra Allie Watson, Raziel è certo che l'anima della donna finirà in paradiso, quindi la preleva senza porsi troppi problemi, salvo poi scoprire che la sua anima è destinata all'inferno. Sicuro dell'errore e attratto dalla ragazza, la prima a detta sua che mostra una qualche resistenza al suo volere, l'angelo caduto salva l'anima di Allie proprio un istante prima che le porte degli inferi si richiudono per inghiottirla. Sebbene grata, Allie è tutt'altro che felice della situazione in cui si trova e ancora del tutto incapace di comprendere la propria morte, si troverà ad aver a che fare con un realtà che nemmeno immaginava esistesse. Questo darà il via a una sequenza di eventi che finiranno per legare i due protagonisti l'una all'altro in modo indissolubile.

La mia opinione: 


La Stuart sa fare di meglio. Lo ha già fatto, spero che torni a farlo e che lo faccia con questa serie, perché questo primo libro è davvero deludente. Prima di tutto è ripetitivo all'inverosimile, non so neppure io quante volte ho sentito ripetere Raziel la frase "lei non è per me" in tutte le sue varianti e sfumature, tanto che a un certo punto gli avrei detto: allora mollala e non rompere i c.... Ho letto ragionamenti simili in questo libro così tante volte che all'inizio penso addirittura di starmi rileggendo un punto che avevo già letto. Alla fine, quando le vedevo iniziare, saltavo direttamente le pagine, della serie "Non se ne può davvero più".
Allie è un personaggio accattivante e l'ho molto apprezzata, ma non capisco un paio di cose che l'autrice ha scritto. Se Allie è morta e quella è la sua anima che ha una consistenza fisica a causa del luogo perché ha fame? E come accidenti fa ad avere del sangue? Poi, Raziel è pieno di patemi sul fatto che lei invecchierà e morirà... ma è un anima! Come fa a invecchiare e morire? E' già morta! Non ha nessun senso. Sul serio, nessuno....
Si salva, giusto perché la trama è carina, il timo di trama che mi piace, sebbene a causa delle continue ripetizioni risulti un po' scarsa. Ho apprezzato molto il carattere della protagonista, molto più deciso e spigliato di quello di lui. 



sabato 9 agosto 2014

4 amiche e un paio di Jeans: la serie di Ann Brashares



"Il sangue è più denso dell'acqua.
Ma l'amicizia, pensò Tibby, è più densa di entrambi."

Ciao a tutti!
Quest'oggi voglio parlarvi di una serie di libri che ho amato alla follia durante la mia adolescenza... e anche dopo in realtà.
Trattasi di "4 amiche e un paio di jeans", la serie di Anne Brashares da cui sono stati tratti ben due film. Come tutti i libri che ho amato alla follia, anche questo è entrato nelle mie letture puramente per caso. Ricordo ancora che ero al reparto libri del centro commerciale, mi annoiavo, mi guardavo in giro incerta, non trovavo assolutamente niente che attirasse la mia attenzione. Poi un'istante, un attimo, lo afferrai quasi per caso, il primo libro della serie. Iniziava con una lunga introduzione su, indovinate un po'? I jeans! Ma non un paio di jeans qualunque, questo Carmen, voce narrante dell'introduzione del primo libro ci tiene a sottolinearlo. Sono dei jeans magici. Sono i "Jeans", quelli che le ragazze si scambieranno per tutta l'estate, quelli che le faranno sentire vicine anche a miglia di distanza.
Come premessa sembra abbastanza strana, ammettiamolo, ma getta le basi di un libro che conquista, giuro. Anche se a convincermi non furono i jeans, che amavo e amo tutt'ora. A convincermi fu l'amicizia che si delineava chiara nelle parole di Carma. Non promesse di amori impossibili, ma un amicizia vera, stabile, fatta di affetto e rispetto per le differenze di ognuno. Una sorellanza praticamente. Questo durante la mia adolescenza, dove non sentivo affatto di avere un legame simile con le mie coetanee, nonostante lo desiderassi sinceramente, appariva come una sorta di luce brillante e incredibilmente attraente. Ovviamente nel corso degli anni ho trovato amici simili, ma non ho mai, mai smesso di amare questo libro. Sarebbe stato impossibile.

1° volume della serie
La storia di "4 amiche e un paio di jeans" inizia in modo molto semplice: Bridget, anche detta Bee, Tibby e Lena sono riunite tutte a casa di Carmen (anche conosciuta come Carma), dove parlano della loro imminente partenza per le vacanze e separazione. Per la prima volta da quando sono nate, infatti, le ragazze trascorreranno l'estate separate: Lena andrà in Grecia dai nonni paterni, Briget invece ad un campo estivo di calcio, Carma raggiungerà il padre, i suoi sono divorziati e lui si è trasferito a vivere altrove, mentre Tibby rimarrà a casa, in città. E' per puro caso che quest'ultima nota i pantaloni e in uno slancio li chiede a Carmen, la vera e iniziale proprietaria. Le ragazze finiscono poi per provarli tutte e tutte trovano che addosso a loro stiano d'incanto. Ma quante possibilità c'era che una cosa simile accadesse, visto che hanno tutte un fisico molto diverso l'una dall'altra? Assolutamente nessuna a detta loro, quelli, concludono, erano pantaloni magici. In un momento di ispirazione le ragazze decidono di dividerseli per l'estate. I pantaloni avranno il difficile compito di insegnare a ognuna di loro a stare separate pur rimanendo unite. Il loro uso inoltre è soggetto a delle regole, di cui l'ultima, la decima, sembra la più importante:"Ricorda: Pantaloni = Amore. Ama le tue amiche. Ama te stessa" .

3° volume della serie
Questo è l'inizio di una serie, che conta ben 5 libri.
Anne Brashares mostra con una bravura straordinaria la crescita e l'evoluzione delle cinque ragazze, che attraverso ogni libro vivono varie e diversissime esperienze, grazie alle quali impareranno a essere se stesse e a rimanere legate l'una all'altra.
Ci sono molti momenti bellissimi di cui vorrei parlare, cose da raccontare... I libri parlano delle loro vite, estate dopo estate. Della loro separazione e della loro riunione, del tempo che trascorrono insieme e separate, e della loro amicizia.
Ricordo bellissima una cosa scritta alla fine del terzo libro. Una volta finito il liceo le ragazze si ritrovano alla fine dell'estate, prima di iniziare l'università, per salutarsi e ognuna di loro ha portato dei regali. Il regalo di Tibby è un video. Una delle scene, l'immagine finale per essere precisi, è una ripresa di loro quattro da piccole al mare, che si tengono per mano per affrontare le onde. Non ricordo chi fosse la voce narrante di quel libro, perchè cambia di libro in libro nell'introduzione e nell'epilogo,  ma ricordo bene la frase che diceva di come in questo non fossero cambiate: per affrontare la corrente avevano imparato a tenersi per mano.

I primi quattro libri sono quasi sequenziali: vanno da prima della fine del liceo al primo anno di università.
L'ultimo libro è ben diverso invece.
Qui le ragazze sono cresciute. Hanno una vita, alcune una carriera, relazioni stabili, sono prossime al matrimonio e altro ancora. C'è un discreto stacco dal quarto libro, tanto che io ero certissima che il quarto fosse l'ultimo, non questo.
Non mi riferisco solo al divario di anni tra la vita delle protagoniste, ma anche tra il tempo di pubblicazione dei libri: "4 amiche e un paio di Jeans: per sempre in blu" è stato pubblicato nel 2007, mentre "Quattro amiche per sempre" è del 2011. Gli anni erano trascorsi, dell'autrice in Italia era appena stato pubblicato "Grande Amore", nessuno si aspettava un'altra comparsa della sorellanza dei pantaloni viaggianti. Quando trovai il quinto libro stavo girando per librerie con la mia migliore amica, rimasi impalata, gli occhi sgranati, sulle labbra una solo frase: non può essere! Ovviamente il libro finì nelle mie mani praticamente subito e leggerlo fu un istante. Il finale che ci lascia l'autrice con questo libro è agrodolce, ma ugualmente bellissimo e Tibby paradossalmente è presente in ogni singola riga (sto cercando di non rivelare troppe cose per chi se li vuole leggere).

Come già scritto, da questa bellissima serie sono stati tratti ben due film.
Il primo film è uscito nel 2005 ed è tratto esclusivamente dal primo libro. Le differenze da quest'ultimo sono diverse e visto che sono fissata ve le sorbirete una per una, ma in forma breve.
  1. L'inizio: nel film all'inizio le ragazze vanno a fare shopping ed entrate in un negozio obbligano Tibby a provarsi i jeans e finiscono poi per provarli tutte e quattro. Nel libro sono a casa di Carmen quando Tibby nota i pantaloni e convince le altre a provarli
  2. Nel film Lena parte da sola per la Grecia, non si sa se abbia o meno una sorella, raggiunge i nonni e qui incontra per puro caso Kostos (fortuito visto che stava affogando), verso cui la sua famiglia sembra avere una sorta di antipatia dovuta a non si sa cosa. Nel libro Lena parte per la Grecia con la sorella minore Effie e va dai nonni che tentano di spingerla a mettersi insieme a Kostos che è, tra le altre cose, un caro amico di famiglia. Queste discrepanze hanno ovviamente fatto si che diverse parti del libro non venissero trasposte e che la storia tra Lena e Kostos seguisse un filone leggermente diverso.
  3. Nel film Briget torna a casa, non si sa bene a causa di quale trauma, e la raggiungono Tibby e Carma. Nel libro Briget è sconvolta dopo aver perso la verginità con Eric e le ragazze si accorgono tutte quante che c'è qualcosa che non va, ma a raggiungerla al campo, non a casa sua, è solo Lena, che è considerata un po' la mamma del gruppo. Bee ammetterà di aver fatto un esperienza per cui non era ancora pronta. Eric poi, che va al college e con cui una relazione sarebbe semi impossibile, le dirà ovviamente che non possono stare insieme e la ragazza non se lo ritroverà sotto casa come invece accade nel film.
  4. Nel libro Tibby intervista Bailey e le chiede di che cosa ha paura, la ragazza le rivela di aver paura del tempo, di non averne a sufficienza. Frase che nel film la ragazza dice a Tibby in un altro momento, facendosi poi da sola una ripresa in cui le spiega la sua visione delle cose. Inoltre nel libro ci sono molte più interviste che le due fanno di quante non ce ne siano nel film, proprio per questo al ricovero di Bailey in ospedale, sono diverse le persone che tentano di confortare Tibby.
  5. Il film si conclude con la scena delle quattro amiche riunite al matrimonio del padre di Carma, che brindano alla loro amicizia. Nel libro Carma va da sola al matrimonio, con indosso i pantaloni viaggianti per farsi coraggio, e l'epilogo ci mostra le ragazze riunite nella palestra per riporre i pantaloni viaggianti in attesa della prossima estate.
Il secondo film è uscito nel 2008, credo possa dirsi tratto dal quarto libro, anche se non è ben chiaro e con questo partirei con le differenze anche, già che ci sono^^.
  1. Nel film si tenta di riassumere in poco tempo i libri dal primo a quarto facendo un pastrocchio, mi permetto di aggiungere. Prima di tutto perché Lena rompe con Kostos e già all'inizio del secondo libro loro non stanno insieme, ma lui va in America e i due si rimettono insieme brevemente, poi visto che lui ha messo incinta un'altra ovviamente si lasciano di nuovo. Nel film lei va al funerale del nonno e scopre che Kostos si è fidanzato con un'altra. Poi c'è la nonna di Bee, da cui Bee passa la sua estate nel secondo libro, che qui spunta fuori dal nulla all'inizio del film e ricompare nella seconda metà. In realtà nel quarto libro Bee ha già riallacciato i rapporti con sua nonna ed è felicemente fidanzata con Eric. 
  2. Le storie che più combaciano con il libro sono quelle di Carma e Tibby, con qualche mancanza. Nel caso di Carme nel film riceve un video messaggio con la madre che ha partorito (cosa che non accade nel quarto libro ma nel terzo) e con Tibby, che non è andata allo spettacolo di Carma. In realtà nel libro Tibby, Lena e Bee vanno alla recita di Carma. 
  3. Nel libro Lena dice a Tibby che al mondo ci sono persone in grado di innamorarsi continuamente, altre invece che sembrano riuscire a farlo una volta sola. Anche questo spinge Tibby a trovare il coraggio per tornare da Brian.
  4. Nel libro Lena informa le ragazze della perdita dei pantaloni e loro prenotano un volo sullo stesso aereo di Lena, così vanno tutte e quattro insieme in Grecia. Lì Lena incontra nuovamente Kostos che le dice una frase in greco che la ragazza passerà le giornate a cercare sul vocabolario.
Queste sono quelle che ricordo, ma è passato del tempo dalla visione del film e dalla lettura del libro...
Altre due cosucce da sapere sul film: sono un concentrato di personaggi di telefilm! Sono rimasta a bocca aperta quando l'ho notato. A partire dalle protagoniste, di cui ci si accorge subito, che sono Alexis Bledel (Rory di "Gilmore Girls", che interpreta Lena); Black Lively (la bella Serena di Gossip Girl, qui interpreta Bee); American Ferrara (la poco ugly di "Ugly Betty", che qui è Carmen) e Amber Tamblyn (Tibby, ex Joan del telefilm "Joan of Arcadia")! Ma non sono le sole, a un occhio più attento possiamo notare che il fratellastro di Carmen, comparso nel primo film, altri non è che Kail Shimd, l'ex vampiro di True Blood. Per non parlare di Eric, per cui Bee perde la testa, interpretato dal bellissimo Mike Vogel. Nel secondo film, nei panni del compagno di corso di Lena, compare anche Jess William: proprio il dottor Arvey di Grey's anatomy!!!! Nel secondo film fa la sua comparsa anche Lucy Hale, la Aria di Pretty Little Liars, che qui interpreta Effie, la sorella di Lena. Rachel Nichols, presente in telefilm come Alias e Criminal minds, fa il suo ingresso nel film nella parte dell'amica/sabotatrice di Carma.

Ho cercato di non dilungarmi troppo, ho fatto il possibile, giuro, ma il post è comunque venuto infinito.

giovedì 31 luglio 2014

Shuriken no Pleats di Matsuri Hino


Dopo tanto, tanto, tanto, tanto tempo è finito Vampire Knight....
Hino sensei ha quindi iniziato praticamente subito a buttare giù un altro manga: Shuriken no Pleats, pubblicato dall'Hakusensha su Lala. Il significato del titolo dovrebbe essere qualcosa tipo "Shuriken e gonna a pieghe" o qualcosa di simile. Il genere che abbraccia questa volta sembra più riguardare l'azione che il paranormale e per il primo capitolo non si riesce ancora a scorgere qualcosa di veramente romantico, ma vista l'autrice c'è da essere praticamente certi che sarà uno shojo.



La storia, che ho letto in inglese su Baka-updates Manga, è più o meno questa:
Con la Restaurazione Meiji e l'abolizione dei ninja, che una volta erano temuti e rispettati, questi sono stati costretti a nascondersi per continuare il loro lavoro in assoluta segretezza. Nei tempi moderni, i discendenti di un certo clan ninja hanno continuato l'eredità dei loro antenati utilizzando le arti ninja nel loro lavoro come guardie del corpo per le persone ricche e famose. 
Kirio Mikage è la figlia del CEO della "Shadow Village Company", una società privata di sicurezza che opera come copertura per l'attività di un clan ninja. Da quando è nata il padre ha continuato ad allenarla per essere un ninja, inculcandole il loro motto nella testa: "Sii un'ombra". Fin da quando era bambina l'unica presenza rassicurante nella sua vita era il suo datore di lavoro: James G. Rod. Rod è un misterioso uomo d'affari britannico che sta utilizzando la "Shadow Village Company" per la sua sicurezza personale. 
Quando Mikage aveva solo 10 anni, Rod ha chiesto che le fosse assegnata a completare il suo apprendistato come parte della sua squadra di sicurezza. Sua moglie, che amava teneramente, era giapponese, ma lei e la figlia sono stati uccisi dai nemici di Rod prima di rivolgersi alla Shadow Village Company. Rod sembra considerare Mikage come una sostituta della figlia che ha perso, mentre lei è mezza innamorata di lui visto che è l'unica persona che le abbia mai mostrato gentilezza. Un giorno Rod chiede a Mikage di poterla adottare e di mandarla a scuola in Giappone, dove potrà vivere come una normale adolescente, così da poter condurre una vita felice. Mikage è turbato dalla sua offerta a causa dei suoi sentimenti per lui e anche per il fatto non irrilevante che la punizione per ogni ninja che gira le spalle al clan è la morte. Ma prima che abbia la possibilità di decidere, Rod viene ucciso in un bombardamento. Mikage scopre dopo la sua morte che, prima di essere ucciso, Rod aveva pagato Shadow Village Company una somma pari a quanto lei avrebbe guadagnato in tutta la sua vita in cambio della libertà dai suoi obblighi verso il clan. Per onore la sua memoria, Mikage decide di soddisfare il desiderio che Rod le aveva espresso e torna quindi in Giappone per frequentare il liceo.

I disegni della Hino, come al solito, sono molto belli. Purtroppo però la protagonista assomiglia da morire a Yuki di Vampire Knight... forse aveva poca immaginazione e ha creato un personaggio dalle fattezze simili o forse pensava che ci stesse bene qualcuno di simile a Yuki. Comunque sia a parte lei nel primo capitolo non troviamo praticamente nessun'altro personaggio che, almeno teoricamente, continuerà a essere presente nel manga. Anche se a onor del vero nell'ultima scena del capitolo Mikage si precipita a salvare un tizio in giacca e cravatta che potrebbe anche essere uno dei personaggi fissi. Lui almeno non assomiglia né a Zero né a Kaname, il che fa ben sperare

Le premesse interessanti per ora a mio avviso mancano, ma visto l'autrice io darei fiducia. Voi che dite?

lunedì 28 luglio 2014

Yuki wa Jigoku ni Ochiru no Ka di Hiro Fujiwara



Salve a tutti, lettori. Ho fatto un piccolo disastro. Mentre rileggevo le informazioni su questo post per scriverne un altro più aggiornato e mettere qualche rettifica ad alcune cose che avevo scritto, ho inavvertitamente cancellato tutto quello che c'era nella pagina... Perciò gli urli che avete sentito e che suonavano come un "NOOOOOOOOO!" disperato, non erano fantasmi che avevano iniziato ad infestare la vostra casa, ero io. La cosa positiva di tutta questa faccenda? Ovviamente ora posso scrivere delle informazioni aggiornate e probabilmente più veritiere (visto che i capitoli sono usciti in inglese) di quanto non lo fossero quelle uscite in precedenza, in cui più che informazioni facevo ragionamenti. E posso anche mettere delle immagini più carine (forse). Non sbagliatevi per questo mio essere ottimista, dentro di me sto ancora gridando "NOOOOOOO".

Ma iniziamo dal principio: Yuki wa Jigoku ni Ochiru no Ka è un manga serializzato sulla rivista "Lala" della casa editrice Hakusensha ed è la stessa che aveva precedentemente pubblicato il manga che ha reso famosa Hiro Fujiwara, "Kaichō wa Maid-sama!", arrivato in Italia con il titolo "Maid-sama! La doppia vita di Misaki". Del suddetto manga esiste anche un anime di ben 26 episodi e un OVA, e con quest'ultima notizia chiudo la parentesi Maid-sama. 
Yuki wa Jigoku ni Ochiru no Ka ha iniziato la sua pubblicazione a febbraio di quest'anno e a tutt'oggi conta cinque capitoli (o quanto meno le raw trovate online arrivano fino al capitolo 5). Il manga è uno shojo, classificabile come commedia romantica con tinte marcatamente soprannaturali. 

Il titolo "Yuki wa Jigoku ni Ochiru no Ka" google trasltate (di nuovo, prendetelo con le pinze) me lo ha tradotto con qualcosa di simile a "Se Yuki finisse all'inferno", che è all'incirca lo stesso titolo con cui si può trovare il manga online.
La storia ruota intorno a Yuki, una ragazzina quindicenne dal carattere solare, allegro e positivo, che vive in un villaggio sperduto tra le montagne di Kyoto. Il manga inizia in modo un filino inquietante: secondo la traduzione amatoriale inglese che ho letto, in questo villaggio ogni cento anni nascono sei bambini particolari destinati a proteggere questo mondo anche a costo di andare all'inferno (parole loro), questi sei poveri disgraziati appartengono a sei famiglie che hanno il compito di proteggerli fino ai sedici anni.
Ovviamente la nostra protagonista è una di questi sei bambini e ci racconta l'infanzia felice che ha trascorso con loro e anche che un giorno quattro di loro sono scomparsi lasciando un biglietto che diceva "Torneremo entro un anno, quindi non cercateci", senza specificare dove andavano, cosa avrebbero fatto o lasciare un qualche recapito. Facilmente comprensibile quindi il perché la protagonista si sia messa a cercarli, insieme all'altro suo amico d'infanzia non scomparso: Takaya. 
Questo Takaya sembra essere parecchio popolare con le ragazze e parecchio arrogante, oltre che una vera e propria calamita per i guai che, inevitabilmente, si riversano sulla povera Yuki. Alla fine del primo capitolo uno dei ragazzi che Takaya aveva provocato la attacca e viene fuori che è posseduto da un demone. A salvarla riappare Akira, uno dei quattro amici di infanzia, quello che, tanto per cambiare, Takaya non sopporta. Il capitolo si chiude con un'affermazione tutt'altro che rassicurante, fatta da Yuki, che dice che di loro sei, lei è quella destinata a finire all'inferno. Affermazione questa che può essere dovuta al fatto che la sua casata è appunto quella degli inferi...

Un paio di supposizioni sbagliate da rettificare: Takaya non è minimamente interessato a Yuki, anche se sembra tenere a lei, ma solo come un'amica. Infatti è totalmente perso di questa Haruka, si capisce anche dal modo in cui parla di lei. 
I sentimenti di Yuki inizialmente non sono proprio chiari, almeno a me non sono affatto apparsi chiari, fino al capitolo 4 dove diviene assolutamente palese che è innamorata di Takaya, che la respinge fermamente. E qui mi permetto un appunto: per quel che mi riguarda era meglio Akira, molto più dolce, molto più carino, molto più teneroso. Quest'ultimo, che fa la sua entrata in scena a fine capitolo, è palesemente innamorato perso di Yuki e non sopporta minimamente Takaya (chissà perchè, vero?!). 
Niente triangolo quindi (avevo preso una bella cantonata) il che è meglio: gli angoli sono appuntiti, potrebbero far male! 

Per quanto riguarda gli altri personaggi, due di loro fanno ritorno nel terzo capitolo: Kurea, sedicenne con la capacità di trasformarsi in lupo, e Manato, anche lui di sedici anni e con il potere di assumere l'aspetto di un bambino. I quattro vanno a vivere insieme già nel capitolo 4. Nel capitolo 5 farà il suo ritorno la tanto chiacchierata Haruka, che sembra ricambiare i sentimenti di Takaya... 

Hiro Fujiwara, ben lontana dai siparietti comici e senza ombre di "Kaichō wa Maid-sama!", questa volta tratteggia un manga dalle tinte molto più fosche dove davvero ti chiedi se la protagonista finirà all'inferno. Questo ovviamente non vuol dire che manca di comicità, tutt'altro. Il manga è interessante, storia e intreccio, almeno in questi primi cinque capitoli, sembrano assolutamente appassionanti e il fatto che il suo precedente manga abbia già avuto successo qui in Italia fa ben sperare per un possibile arrivo anche di questo. Teniamo gli occhi aperti!

A tradurre il manga amatorialmente in italiano era l' Amethyst Eyes Forum.
Il manga è stato annunciato al comicon di Napoli dalla Planet Manga

domenica 27 luglio 2014

Shitsuji-sama no Okiniiri di Tsuyama Fuyu e Izawa Rei


Gir giravo, come al solito, quando casualmente ho trovato questo manga. I disegni mi sono saltati subito all'occhio perché mi ricordavano un'altro manga, arrivato in Italia, dal titolo Maine Label, che mi era piaciuto molto. Ho iniziato quindi a cercare notizie in giro, giusto perché sono masochista, ma solo fino ad un certo punto, e sono venute fuori un paio di cosette interessanti.

Shitsuji-sama no Okiniiri, conosciuto su internet anche come "The Bulter-sama's favorite", è disegnato dalla bravissima Izawa Rei (come già accennato già disegnatrice di Maine Label) e scritto da Tsuyama Fuyu (autrice anche di "Gensou Kajin" e di "Mitsukuni-sama ga Yuku!", nessuno dei due sembra aver riscosso un particolare successo).
Indovinate un po' di che casa editrice è il manga? Ma si! Dell'Hakusensha! Più precisamente viene pubblicato sulla rivista "Bessatsu hana to yume",o "Betsuhana"che dir si voglia, che è una rivista (così dice la traduzione fatta dal mio browser della pagina) che si occupa di storie di amore e mistero.
Shitsuji-sama no Okiniiri, il cui titolo dovrebbe significare qualcosa di simile a "La preferita del maggiordomo", è un manga marcatamente shojo, che rispecchia in pieno la classica commedia romantica che si svolge, questa volta, tra i banchi di una scuola elitaria d'altri tempi (un pò in stile Maine Label), e per chiarezza aggiungo che di misterioso non ha niente.
La sua pubblicazione ha inizio nel lontano 2007 e non si è ancora conclusa, ad oggi la serie conta ben 17 takobon, l'ultimo uscito proprio questo luglio. Per ora del manga in Italia non si sa niente, ma nonostante ciò vanta già un sito e un forum dedicati, su cui sono reperibili la scans e la petizione per portare il manga in Italia. Entrambi contengono, ovviamente, molte più informazioni di quante non ce ne siano in questo post quindi consiglio a chi è interessato di andare a darci un'occhiata.

La storia ruota intorno Ryou Himura, una ragazza sedicenne che dopo aver perso entrambi i genitori si è trasferita, previa decisione dei nonni, a studiare nell'accademia Sousekan, un collegio frequentato dai figli dei nobili. Il suddetto collegio ha due sezioni: la "L" , cioè la classe lord e ledy , e la "B" dove studiano i futuri maggiordomi. Se nella prima è possibile accedere unicamente grazie ai soldi della propria altolocata famiglia, nella seconda vale il principio della meritocrazia ed è quindi difficilissimo entrare.
Appena arrivata all'accademia, Ryou, membro della classe "L", si perde e incontra in un giardino un ragazzo vestito da maggiordomo. Il suddetto ragazzo si scoprirà essere Hakuou Kanzawa, uno dei migliori studenti del corso B e anche uno dei ragazzi più popolari della scuola, nonché figlio di una facoltosa famiglia che ha scelto il corso "B" per mettere alla prova le sue capacità. Accanto a lui ci sono sempre Iori e Hayato, due ragazzi della sezione "B" che sembrano essere suoi amici d'infanzia e, beh, non è proprio chiarissimo, ma anche i suoi maggiordomi.
Ryou e Hakuou diventeranno amici, proprio perché lei non è la classica ragazza della classe "L", e presto una serie di vicende poteranno Hakuo a diventare maggiordomo esclusivo Ryou.

Ora, veniamo a noi. Io me lo sono letto in inglese perché in italiano mi tornava male, poi l'ho trovato da scaricare e da non ricordo che capitolo l'ho letto in italiano. Tuttavia le scan italiane si fermano prima di quelle inglesi, quindi i volumi dal cinque all'otto me li sono letti in inglese. Dopo otto volumi... sette e mezzo a dire la verità (dell'ottavo ci sono solo tre capitoli) eccomi qui con i miei pareri spassionati.
Dunque la storia è la classica, iper classica, super iper classica, di questi due che inizialmente sono amici, ma sai già che alla fine si metteranno insieme. Lui poi come "maggiordomo" è costantemente presente e le sta costantemente, o quasi, accanto. Lei è nobile, si, ma per niente altezzosa, anzi è molto aperta, disponibile e tanto carina, ingenua e svampita... lui in definitiva è il classico belloccio bravo in tutto o quasi....della serie originalità saltami addosso...
Insomma, stereotipi a tutta birra. Che però niente tolgono alla dolcezza della storia. Si, perché, sinceramente leggendo Shitsuji-sama no Okiniiri non ho provato noia, anche se tutto mi sapeva di già visto, ma nostalgia. Insomma, ormai tutti i manga che girano sono "diversi", nel bene e nel male, da questo classico quadro. Una storia così.... ne sentivo la mancanza. E' una storia dolcissima, ricca di momenti divertenti e romantici. Solo che gente mia se è tirata per le lunghe. Finito il settimo volume, dove praticamente lui le promette che starà sempre al suo fianco, tu ormai ti dici: si metteranno finalmente insieme. Ma che! Illusa, illusa, illusa. Anche prima e pure dopo ci sono un mucchio di momenti che ti dici: ecco, ora finalmente... e finalmente niente. In pratica, il problema essenziale del manga è questo: è tirato per le lunghe (100% elastan, più lo tiri più si allunga!) cosa che sono in grado raramente di sopportare. Più ti illudi che il miracolo avvenga e meno avviene... 

domenica 20 luglio 2014

Il nostro amore è per sempre di James Patterson e Emily Raymond


<<Ma dove era il mio per sempre felici e contenti ? 
Perché quella stupida di cenerentola ne aveva avuto uno mentre le mie probabilità erano vicine allo zero?>>

Ho amato James Patterson da quando ho letto "Domeniche da Tiffany". Probabilmente un giorno scriverò qualcosa anche su quel libro, le cui citazioni hanno abbellito la mia tesi di laurea.
Quando mi sono letta la trama di questo nuovo libro in uscita mi si sono illuminati gli occhi, non vedevo l'ora di vederlo uscire e di iniziare a leggerlo. Quando ho iniziato mai mi sarei aspettata che sarebbe finito così... ma andiamo con ordine!

Titolo: Il nostro amore è per sempre
Autori: James Patterson, Emily Raymond
Editore: Corbaccio
Data di Pubblicazione: Giugno 2014
Pagine: 264
Prezzo: € 8.90
Trama: Axi Moore è una "brava ragazza": studia, è riservata e non dice a nessuno che il suo desiderio più grande è scappare da tutto. L'unica persona con cui si confida è Robinson, il suo migliore amico, di cui, anche se non lo ammetterebbe per nulla al mondo, è anche pazzamente innamorata. Senza di lui non avrebbe senso fare quel che sta per fare: partire per un viaggio on the road. Di nascosto dal padre, abbandonando la scuola a poche settimane dagli esami. Solo Robinson può capire veramente il senso di questa esperienza. E con Robinson il viaggio si trasforma in una grande avventura, al suono delle musiche che amano, alla luce delle strade che percorrono, al ritmo dei loro cuori che battono. Un'avventura che sfugge a ogni regola e anche al loro controllo...

Voto: 

La mia opinione: Quando ho comprato "Il nostro amore è per sempre" mai e poi mai avrei immaginato un libro così. Mi aspettavo una storia romantica, frizzante, divertente, un po' folle forse, e anche irrealistica, ma mai, mai in tutta la mia vita mi sarei aspettata una cosa del genere. Mai! 
La storia  avvincente, prende subito e ti catapulta in questa folle, folle avventura, che inaspettatamente mostra a metà del suo corso i primi risvolti tragici. Veniamo così a sapere che i due si sono conosciuti nel reparto di oncologia dell'ospedale e che Robison è ancora malato. Non aspettatevi un lieto fine.
Ho apprezzato molto Robinson, che visto attraverso gli occhi di Axi non è proprio di facile lettura, non capisci perché non si faccia avanti visto che è palese cosa prova per la ragazza, allo stesso tempo questo suo non farsi avanti ti fa nascere il dubbio che forse per lui, lei è solo un'amica. Robinson è praticamente la componente folle della coppia e il suo fascino magnetico sembra traboccare dalle pagine del libro per arrivare diritto dritto al cuore del lettore. Axi invece, posata e piena delle sue esitazioni e delle sue paure, risulta un personaggio abbastanza credibile. Chi non ha mai desiderato fuggire da tutto e da tutti? L'incoscienza dell'adolescenza in questo caso mi è apparsa come forza motrice di questa fuga, che è giustificata anche dal fatto che il padre di lei è un alcolista.
Il libro mi è piaciuto, James Patterson ha un modo di scrivere così brillante, ti incanta. Tuttavia si è rivelato enormemente diverso dalle mie aspettative e questo lo ha penalizzato in questo caso. Come dire, preferirei essere avvertita quando vado a leggermi una tragedia, potrei essere in un momento in cui avrei voglia solo di cose allegre e lieto fini irrealistici.

lunedì 14 luglio 2014

Tacco 12, addio! di Leanne Banks


<<Un nuovo look e un tizio figo sono quello che ci vuole. Fidati di me, lo so. 
Ho scaricato un mucchio di ragazzi.>>
Amelia si morse il labbro. Quella ragazza non aveva idea. <<Ero fidanzata.>> disse 
<<Te l'ho detto l'altro giorno, ricordi? Lui mi ha scaricata>>
Brook sgranò gli occhi. <<Oh,>> disse, <<Allora ti ci vorrà qualcosina di più. 
Un nuovo look e due tizi fighi.>>

Buongiorno lettori! Sono ancora viva! Le vacanze mi hanno trascinato via per un po', poi il tirocinio ha fatto il resto. Ma ora sono riemersa dalla vita reale per tornare a quella digitale e a stressarvi con le mie letture. Passiamo quindi all'argomento di questo post: "Il libro". Non un libro qualunque, ma il terzo della serie  che parla della famiglia Bellagio!
Era il lontano (ma non troppo) 2008, un anno che passerà alla storia o forse no, quando mi capitò per la prima volta tra le mani un libro di Leanne Banks. Il titolo era "Cuore e cioccolato" ed era il primo libro della serie dei Bellagio. Ancora non sapevo che era una serie, né che tipo di libri scrivesse l'autrice. Potremmo chiamarlo caso, potremmo chiamarlo destino, ma lo comprai pressoché alla cieca. Lo finii in poco tempo, totalmente incantata dalla storia, che si era rivelata non solo romantica, ma anche divertente e ironica. Quando tempo dopo uscì il secondo libro della serie, "La felicità a piccoli passi", non esitai un istante a comprarlo e ad innamorarmi di nuovo dei personaggi e dello stile di scrivere dell'autrice, frizzante e divertente. Da allora sono passati diversi anni.
Sorprendentemente siamo arrivati al terzo... sinceramente avevo smesso di sperarci, visto che continuava a non apparire. 

Titolo: Tacco 12, addio!
Autore: Leanne Banks
Editore: Harlequin Mondadori
Data di Pubblicazione: Maggio 2014
Pagine: 276
Prezzo: € 8.90
Trama: Per Amelia Parker, essere assegnata a lavorare per Lillian Bellagio, della Bellagio Calzature, nel suo resort nelle Florida Keys è una sorta di nuovo inizio, sebbene trattare con madame non sia proprio facile. Amelia ha però anche un compito tutto personale, stilare un elenco di cose che le piacciono e che non le piacciono, per riscoprire chi è veramente, dopo una bruciante delusione d'amore.
Al primo posto c'è certamente svegliarsi a due passi dal mare, abbandonando i tacchi a spillo per un paio di comode infradito. Ma non è sicura che da qualche parte nella lista ci sia spazio anche per rimanere travolta dal fascino di Jack O'Connell, detto "Lo Squalo". Il suo interesse per lei potrebbe avere un secondo fine, e Amelia potrebbe ritrovarsi di nuovo a indossare scarpe che le vanno troppo strette.
Voto: 

La mia opinione: Commedia romantica adattissima da leggere sotto l'ombrellone, i toni leggeri e frizzanti la rendono un divertente intrattenimento prima di entrare in acqua. La storia, oltre a questo stile di scrittura che apprezzo molto, ha note decisamente comiche, impossibili da non apprezzare.
Purtroppo però a questo giro la Bancks non mi ha conquistato completamente. Essenzialmente per due ragioni.
Prima tra queste abbiamo il protagonista che inizialmente inganna la nostra Amelia. Se è vero che Jack non le mente, le sue omissioni possono comunque essere considerate bugie e non di quelle leggere, visto che sfrutterà tutto ciò che in buona fede lei gli racconta per farsi spazio nel mondo dei Bellagio. Ovviamente una volta scoperto l'accaduto Amelia si mostra tutt'altro che amichevole e ha tutte le ragioni per reagire in quel modo. Quello che però mi scoccia è che tra i due non ci sia praticamente mai un vero confronto eppure tornano, quasi trascinati dagli eventi, a frequentarsi di nuovo.
La seconda ragione è che la storia tra i due, quella vera e propria, senza più bugie di nessun genere, non parte. L'ultimo segreto di Jack viene praticamente rivelato a fine libro, ma anche non considerando quello, la storia vera tra i due parte decisamente all'ultimo e non è una cosa che apprezzo molto. Proprio per questo il libro ha una fine un tantino inconcludente, che sebbene torni così, non mi ha emozionato per niente.