martedì 4 ottobre 2016

Harry Potter e la maledizione dell'erede di J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne



Halloween è la festa delle streghe, proprio per questo alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts si festeggia con un banchetto gigantesco. Purtroppo, a undici anni il gufo con la mia lettera deve essersi smarrito (convinzione profonda), così non mi rimane che recensire libri che parlano di streghe invece che imparare magie. E quale libro è più magico della nuova storia di Harry Potter? 


Titolo: Harry Potter e la maledizione dell'erede. Parte uno e due.
Autori: J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
Editore: Salani
Data di Pubblicazione: 23 settembre 2016
Pagine: 368
Prezzo: € 19.80
Trama: È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati. Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. Un nuovo spettacolo diviso in parti uno e due. Il volume conterrà in un'unica edizione entrambe le parti.

Voto:



La mia (lunga) opinione: Iniziamo con il dire che questo non è un libro, è una sceneggiatura. Non si può parlare di vera e propria introspezione dei personaggi o di caratterizzazione e sfaccettature, quando non ci sono descrizioni, quindi è inutile provarci. La descrizione più lunga presente nel copione sono quattro righe tirate per descrivere l'ambientazione. Lamentarsi del libro Harry Potter e la maledizione dell'erede dopo averlo comprato e letto perchè è scritto come un copione è insensato, perchè fin dall'inizio è stato detto che sarebbe stato così e che l'autrice stava scrivendo un libro, uno vero e proprio, tratto dallo spettacolo teatrale.
Si può parlare invece della storia, dell'intreccio e dei dialoghi, perchè quelli si, sono presenti.
La storia di Harry Potter e la maledizione dell'erede, come mi è stato fatto notare da un mio collega, ricorda un po' la storia di Ritorno al futuro, con una giratempo al posto della Delorean e tanti guai da mettere a posto.
Cominciamo dal principio: Albus è un ragazzino arrabbiato, a scuola non è bravo (un po' come Harry a dirla tutta), non ha nessun talento per il quidditch e invece che a Grifondoro è entrato a Serpeverde. Questo da solo basterebbe perchè le voci intorno a lui fossero per niente positive e insistenti, ma il suo migliore amico è niente di meno che Scorpius, il figlio di Malfoy. Su di lui le voci sono assai più inclementi di quelle su Albus: si vocifera infatti che sia in realtà il figlio di Voldemort. Pettegolezzi infondati che però feriscono il ragazzo.
Albus odia Hogworts e litiga tantissimo con il padre, tanto che un giorno, prima di tornare a scuola, Harry in preda alla collera arriva a dirgli che a volte non lo vorrebbe come figlio, pentendosi poi subito delle proprie parole. Il giorno dopo, alla partenza del treno, Albus propone a Scospius un avventura: recuperare dall'ufficio di Hermione, che è diventata ministro della magia, la giratempo e tornare indietro per fare salvare Cedric Diggory, come il padre e la cugina del ragazzo hanno chiesto a Harry.
Qui sono iniziate le mie perplessità: vuoi gli ormoni, vuoi il vivere all'ombra di un padre che è un eroe nazionale, vuoi le chiacchiere che li circondano e il fatto di essere sempre al centro dell'attenzione pur non volendolo, la rabbia di Albus ha senso. L'idea di andare a salvare la vita a Cedric Diggory cambiando il passato invece non ne ha assolutamente nessuno. Perchè farlo? Che senso ha? E' il tentativo di dimostrare che cosa esattamente? Questo non sono riuscita a capirlo, questo nella storia non ha avuto assolutamente nessun senso.
Un'altra cosa che non ha senso è il mondo cambiato dopo la prima prova: la gelosia era fondamentale per far stare Hermione e Ron insieme? Sul serio? Dopo che sono vissuti in una tenda, viaggiando per trovare gli horcrux, rischiando costantemente la vita insieme, è stato uno stupido ballo a unirli per sempre? Sul serio? Ci rendiamo conto, vero, che non ha assolutamente nessunissimo senso? Così come le cose che si sono aggiustate dopo aver impedito ai ragazzi di rovinare la prima prova: se Hermione non si fidava dei ragazzi di durmstrang, non avrebbe comunque accettato l'invito al ballo da parte di Kram. Solo perchè la prova è andata bene perchè i suoi sospetti dovrebbero svanire? Poi la cosa di Harry che impone alla preside di tenere d'occhio il figlio e impedirgli di stare vicino a Scorpius non ha nessun senso! Come può la McGranitt accettarlo? E' ridicolo! Harry è un Auror da quel che ho capito, non ha diritto di mettere bocca a Hogwarts.
La scena in cui, incapace di capire come comportarsi con il figlio, chiede consiglio al ritratto di Silente poi non ho saputo come prenderla. Ha senso, se viene messa diversamente, altrimenti fa apparire Harry unicamente come un bambino lamentoso bisognoso di aiuto (stiamo parlando di un quarantenne che è a capo degli Auror e è sposato, con tre figli). E' comprensibile che il personaggio chieda consiglio e che abbia bisogno di una guida, comprensibile perchè di padri lui non ne ha mai avuti, ma il modo in cui si comporta lo da apparire davvero infantile.
Di lati positivi ce ne sono tanti. La storia è molto avventurosa, ricca di colpi di scena e prende tantissimo, ho finito di leggere il libro in pochissimi giorni. Apprezzatissima nella storia la ricomparsa di Piton, un personaggio che alla fine dell'ottavo libro è impossibile non amare.  Apprezzabilissimi anche Albus e Scrpius, che appaiono come ragazzini combina guai, perfetti nella loro età, rapporto con i genitori incluso.
Avrei apprezzato più scene nel mondo della magia, ma tentando conto che si tratta di una rappresentazione teatrale, non fatico a capire il perchè sono state evitate: gli effetti in computer grafica non li puoi fare durante uno spettacolo in teatro, sarebbe quasi impossibile, e Diagon Alley, Hogwarts, Hogsmeade e il paiolo magico e tante altre ambientazione, senza un tocco di magia quasi non hanno senso. Sembrerebbero un paesaggio comune, uguale a qualunque altro.
In definitiva il libro della sceneggiatura dello spettacolo teatrale (mamma mia!) di Harry Potter and the cursed child è appassionante e molto interessante. Per ora non si può dire, o chiedere, di più.

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