giovedì 20 marzo 2014

Colpa delle stelle di John Green




<<Non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, 
ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire.>>

Non amo i libri tristi, sono una fan delle storie comiche, quelle che leggendole ti pieghi in due dal ridere, quelle che, non importa quanto tu sia giù, riescono comunque a strapparti un sorriso. Amo questo genere di libri, davvero.
Dopo essere entrata a far parte di un gruppo di amanti dei libri su facebook ho iniziato a interessarmi ad un mucchio di generi diversi da quelli che prendo di solito (che sarebbero fantasy, urban fantasy, pranormal romance e romance, raramente qualche giallo e qualche libro di fantascienza, ma raramente). Di solito evito come la peste i libri apocalittici e leggo solo quelli comici. Ci sono state ovviamente eccezioni: ho amato alla follia "Hunger Games", "Voglio Vivere Prima di Morire", "Speak" e "Wintergirls", ma non sono i miei generi abituali.
Comunque sia tutti parlavano e riparlavano di quanto fosse bello "Colpa delle stelle" e questo alla fine mi ha convinto a leggerlo. So che la curiosità uccise il gatto, ma non ho resistito, anche su anobii il libro sembra essere amatissimo, ero davvero molto curiosa. Così ho iniziato a leggerlo e mi sono innamorata anch'io.

Titolo italiano: Colpa delle stelle
Titolo originale: The Fault in our Star
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Costo: €16.00
Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Voto:

La mia opinione: Hazel ha il cancro da quando aveva dodici anni. Non è coraggiosa, non è un esempio da seguire e non vuole esserlo. Hazel è riflessiva, introspettiva, senza essere noiosa. Non pensa di creare una fondazione per la lotta contro il cancro, non vuole salvare il mondo, non vuole diventare famosa... Hazel non vuole realizzare chissà cosa nel tempo che le resta. Lei è preoccupata per i suoi genitori, sa di essere come una mina vagante e quando morirà a rimanere feriti saranno gli altri. Questa ragazza così decisa, sicura nelle sue convinzioni, forte a modo suo e così al di fuori dei soliti stereotipi mi è piaciuta subito!
La storia inizia quando lei comincia a frequentare questo gruppo di supporto per i malati di cancro, è divertente l'obiettività che mette nelle sue osservazioni. Un giorno a questo gruppo incontra questo ragazzo bellissimo che non è più malato di cancro e non vuole essere dimenticato. Hazel gli risponde salacemente, citando uno dei suoi scrittori preferiti ed è fatta. La scintilla scocca definitivamente, ma lei è tutt'altro che favorevole. Non vuole far innamorare nessuno, non vuole far soffrire nessuno. Come dice quando spiega perché è vegetariana: tenta di ridurre le vittime al minimo... ma non può evitarlo, si innamora di Augustus. Non perché lui è un bel ragazzo, anche se chiarisce subito che lo è, ma perché lui è diverso da chiunque altro. Augustus ama le allegorie, smette di giocare a basket quando capisce che è come un bambino che tira una pallina dentro un cerchio, ripetitivo e deprimente. Si porta dietro un pacchetto di sigarette e se ne mette spesso una in bocca, ma non la accende mai, non ne ha mai fumata una perchè non da alla cosa che potrebbe ucciderlo, il potere di farlo. Augustus è divertente, è brillante, è travolgente... è trascinante.
Vederli stare insieme, fare picnic, parlare di libri e di qualunque altra cosa... vederli innamorarsi, o meglio leggerli, è stato come veder sbocciare un fiore. Ma i fiori, una volta sbocciati, perdono sempre i petali:  Hazel finisce in ospedale, ha una ricaduta, i suoi polmoni si riempiono d'acqua e non riesce più a respirare. Questo accade poco prima del viaggio per Amsterdam che Augustus aveva organizzato come regalo per la ragazza, per farle conoscere il suo scrittore preferito.
Hazel si riprende, i due partono, con la madre di lei a seguito, e lì conoscono uno scrittore che entrami avevano amato. Passano una meravigliosa serata al ristorante, dove gli sembra quasi di vivere in un sogno, ma tutti i sogni sono destinati a finire e il loro si interrompe quando vanno da questo famigerato scrittore che è un grandissimo stronzo (perdonate il linguaggio), ma riprende poi nella casa di Anna Franck, dove i due si scambiano il loro primo bacio. Ero emozionatissima quando l'ho letto e riuscivo a capire perfettamente il modo di vedere di Hazel.
Purtroppo però il nostro Jhon Green, oltre ad essere un bravissimo scrittore, è anche tragicamente realista nel dipanare la sua trama: per questo, più presto di quanto vorremmo, veniamo riportati alla realtà: questo p un amore che non ha futuro. Non solo per Hazel: il cancro si è ripresentato per Augustus. La tac, dice lui, si è illuminata come un albero di natale.
Non mi metterò ad analizzare quello che succede da questa confessione in poi, penso che per chi non ha letto il libro e vuole farlo; o per chi non vuole farlo, ma vuole vedersi il film, raccontare tutto sarebbe un deterrente. Quello che posso dire è che è una storia che vale la pena leggere, perchè anche se la storia sembra breve ci sono infiniti dentro, alcuni più grandi di altri..
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